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PROGETTO EDUCATIVO D'ISTITUTO
E.N.D.O. - F.A.P. FANO
ENTE NAZIONALE DON ORIONE
Formazione e aggiornamento professionale
FANO
Deliberato dal Consiglio Direttivo dell'Ente
il
01 SETTEMBRE 2001
CENTRO SCOLASTICO "DON LUIGI ORIONE"
FANO
Via IV Novembre, 47 61032 FANO (PU)
amministrazione 0721/804770 - direzione generale 0721/838049
codice fiscale 01277870414 e mail endofapf@tin.it
· CENTRO DI FORMAZIONE PROFESSIONALE
· ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE
PRESENTAZIONE
Il Centro "Don Orione" di Fano opera
da oltre settant'anni nell'ambito educativo promuovendo l'istruzione
e formazione tecnico - professionale e l'inserimento dei giovani
nel mondo del lavoro.
Nata come scuola di "arti e mestieri", nei primi
decenni del '900, mediante l'opera di Mons. Francesco Masetti,
Mons. Giuseppe Gentili e il coinvolgimento delle maestranze
fanesi, la scuola aveva il compito precipuo di educare i giovani
ad una formazione cristiana e professionale, sviluppare la
manualità e l'abilità mediante l'esperienza
di artigiani locali che prestavano la propria opera gratuitamente.
Con la presenza della Congregazione religiosa "Piccola
Opera della Divina Provvidenza" la scuola di "arti
e mestieri" assume il carattere e la tradizione di Centro
di Addestramento Professionale (CAP) riconosciuto dal Ministero
del Lavoro e della Previdenza Sociale. Opera successivamente
con gli Enti locali: Regione Marche prima e l'Amministrazione
provinciale di Pesaro - Urbino poi.
Con la Riforma degli anni settanta in cui il sistema dell'Addestramento
al lavoro viene trasformato in Formazione Professionale, il
C.F.P. - Centro di Formazione Professionale "Don Luigi
Orione" continua a educare e formare professionalmente
i giovani di Fano e dell'entroterra fanese con una precisa
proposta ispirata cristianamente, fondata sulla ricerca dei
bisogni socio educativi e professionali, fortemente correlata
con il tessuto produttivo locale, promossa e sostenuta dalle
parti sociali, dalle istituzioni politiche e da quelle scolastiche.
Altro elemento peculiare dell'organizzazione del CFP "Don
Orione" è il legame nazionale ed internazionale
con gli altri C.F.P. appartenenti all'Opera "Don Orione"
e con numerose scuole secondarie di tipo tecnico tutte dirette
e coordinate dalla sede nazionale dell'ENTE NAZIONALE OPERA
DON ORIONE di Roma.
Dal settembre 2000 presso il Centro Scolastico nasce anche
l'I.T.I. - Istituto Tecnico Industriale "Don Luigi Orione"
altra realtà che ha la finalità di promuovere
nel giovane i valori tecnico - professionali, religiosi e
umani ispirati ad una cultura del lavoro funzionale alla realizzazione
integrale della persona.
Il Centro Scolastico rappresenta oggi una moderna agenzia
formativa che attiva servizi di istruzione e formazione professionale
di tipo iniziale, secondario, continuo. Il Centro promuove
la ricerca e la sperimentazione, la cultura del lavoro in
relazione alla necessità di impiego delle moderne tecnologie
e una nuova cultura del lavoro che richiede promozione di
servizi di formazione permanente, di orientamento e accompagnamento
occupazionale.
Il Centro si presenta come una Scuola libera
e autonoma, di interesse pubblico, cattolica.
Scuola
La Scuola è uno degli strumenti più importanti
di educazione che aiutano e completano il diritto originale
e fondamentale della famiglia all'educazione.
E' compito della Scuola:
· coltivare con assidua cura le facoltà intellettuali,
creative, estetiche dell'allievo;
· sviluppare la capacità di giudizio, la volontà,
autostima e l'affettività;
· promuovere il senso dei valori;
· favorire le giuste attitudini e i saggi comportamenti;
· introdurre l'allievo nel patrimonio culturale acquisito
dalle generazioni precedenti;
· preparare per la vita professionale;
· alimentare il rapporto amichevole tra alunni di diversa
indole e condizione.
Libera e autonoma
Per l'importanza che il ruolo della Scuola ricopre nell'attività
educativa, spetta all'allievo e ai suoi genitori la scelta
del sistema di educazione e di conseguenza del tipo di Scuola
che preferiscono.
Il Centro "Don Orione" di Fano si definisce pertanto
come Scuola libera e autonoma, cioè non statale. Realizza
difatti l'esercizio del fondamentale diritto della libertà
· delle famiglie e degli studenti che la scelgono;
· dei docenti, religiosi e laici, che vi prestano il
loro servizio con l'attuazione di un particolare indirizzo
educativo-culturale.
Per le esigenze di questo indirizzo, opera:
· una libera scelta dei docenti;
· una libera accettazione degli studenti, nel senso
che ad ogni studente viene riconosciuto il diritto ad iscriversi
alla nostra scuola, purché ne accetti liberamente lo
statuto, il progetto educativo e i regolamenti;
· un peculiare adattamento di orari e programmi.
Di interesse pubblico (per tutti)
La scuola esercita sul territorio un servizio pubblico rilasciando
le certificazioni e i titoli che le competono rilasciare.
Per tale motivo il Centro "Don Orione" di Fano non
si ritiene "Scuola privata".
Cattolica
In forza della meta globale cui tende il Progetto educativo
sarà compito del Centro in quanto Scuola cattolica
"coordinare l'insieme della cultura umana e tecnico -
professionale con il messaggio della salvezza sicché
la conoscenza del mondo, della vita, dell'uomo che gli alunni
via via acquistano, sia illuminata dalla fede. Solo così
la Scuola cattolica, mentre si apre alle esigenze determinate
dall'attuale progresso, educa i suoi allievi a promuovere
efficacemente il bene della città terrena e insieme
li prepara al servizio per la diffusione del Regno di Dio,
sicché attraverso la pratica di una vita esemplare
ed apostolica, diventino come il fermento di salvezza della
comunità umana" (GEM, 8).
Le Scuole Cattoliche si ispirano a un pluralismo di stili
e metodi educativi fondati sul Vangelo. La Scuola cattolica
di Don Orione si ispira al metodo che Don Orione ha denominato
"paterno - cristiano".
Aperta a tutte le classi sociali, intende contribuire alla
estensione della cultura e alla preparazione tecnico - professionale
a tutti, migliorandone la qualità. Possiede alcune
caratteristiche fondamentali:
· la preferenza per i giovani degli ambienti popolari;
· la scelta educativa: l'istruzione e la formazione
impartite sono intenzionalmente finalizzate alla crescita
globale dei giovani come persone;
· il primato dell'evangelizzazione, nel suo valore
di vocazione e missione: intende realizzare il modello di
persona umana rivelata da Cristo; accompagna i giovani che
fanno la scelta della fede nel percorrere l'itinerario di
vita da Lui proposta fino alla santità; sostiene nella
realizzazione personale secondo il proprio progetto di vita
i giovani che non sono pervenuti alla fede e si confronta
nel dialogo rispettoso con i giovani di altre confessioni
religiose;
· l'attenzione ad una cultura della prevenzione nell'educazione
dei giovani, grazie a modelli comunitari educativi e didattici
originali;
· l'inserimento a pieno diritto e con piena responsabilità
nella vita e nella missione della Chiesa;
· l'impegno perché la comunità cristiana
e la società civile riscoprano e assumano rispettivamente
la dimensione educativa e culturale dell'esperienza cristiana
e di convivenza civile;
· l'indipendenza da ogni ideologia e politica di partito;
· la cooperazione con quanti costruiscono una società
solidale, più giusta e più degna dell'uomo.
CENTRO SCOLASTICO "DON LUIGI ORIONE"
FANO
Progetto educativo d'Istituto
La Comunità Educativa di Don Orione
si sente chiamata ad offrire ai giovani e alle famiglie una
offerta formativa legata alla fede cristiana.
Essa non offre solo servizi a favore dei giovani e delle famiglie
ma vuole rispondere alle esigenze profonde di crescita integrale
della persona intesa come valore, come vocazione, come modalità
di un proprio apporto qualificato alla Società civile
e alla Chiesa.
Uno dei mezzi privilegiati per realizzare
questo obiettivo è "l'educazione della gioventù
dalla scuola, (alle officine), ai campi" (LdO I, p. 16;
cfr. SdO, 1, p. 43), al fine di aiutare a maturare valori
umani di forte senso morale per diffondere e radicare nella
società il costume di una vita buona e onesta; valori
civili di onestà e lealtà, di responsabilità
e "solidarietà politica, economica e sociale"
per cooperare al bene comune, mediante "l'effettiva partecipazione
all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese"
(Cost. It., art. 2-3); valori professionali di laboriosità,
competenza e intraprendenza per concorrere al "progresso
materiale e spirituale della società" (Cost. It.,
art. 4).
Come tutte le scuole cattoliche, la Scuola
di Don Orione mira alla formazione critica e sistematica della
cultura e allo sviluppo di competenze in ordine alla formazione
integrale della persona e alla sua esplicazione professionale,
ma "suo elemento caratteristico è di dar vita
a un ambiente comunitario scolastico permeato dallo spirito
.di
libertà e carità" e di coordinare "l'insieme
della cultura umana con il messaggio della salvezza"
(GE, n. 8).
Di conseguenza, l'organizzazione e l'attività "si
basa su un progetto educativo in cui si fondano in armonia
la fede, la cultura, la vita. Per mezzo di essa la Chiesa
particolare evangelizza, educa, collabora all'edificazione
di un costume moralmente sano e forte nel popolo" (DRSC,
n. 34).
Meta del progetto
Suo obiettivo generale è favorire un progetto di promozione
integrale dell'uomo. Fedeli alle intenzioni di Don Orione,
la comunità educativa mira a formare onesti cittadini
e buoni cristiani.
Pertanto, la Scuola opera sulle linee direttrici del Magistero
della Chiesa, attraverso un chiaro progetto educativo che
ha il suo fondamento in Cristo; la sua identità ecclesiale
e culturale; la sua missione di carità educativa; il
suo servizio sociale; lo stile educativo che deve caratterizzare
la sua comunità educante" (SCTM, n. 4).
Inoltre "Nella certezza che in ogni uomo opera misteriosamente
lo Spirito, la Scuola Cattolica si offre, con il suo peculiare
progetto educativo e con i mezzi che le sono propri, anche
ai non-cristiani, riconoscendo, conservando e impegnandosi
a far progredire i beni spirituali e morali e i valori socio-culturali
che caratterizzano le diverse civiltà" (SC, n.
85). Essa, "si distingue per l'apertura ai grandi avvenimenti
del mondo, formando gli alunni all'atteggiamento di solidarietà
generosa" (DCSC, n. 5).
Si adopera per rispondere efficacemente alle nuove povertà,
socio-economiche, culturali e spirituali dando un contributo
qualificato per risolvere la "questione lavoro",
mediante una formazione professionale che abiliti le fasce
più deboli della popolazione (drop-outs, disoccupati,
sottoccupati, cassintegrati, emarginati dal lavoro, handicappati,
disadattati, immigrati
) a inserirsi o reinserirsi nel
mondo del lavoro e trovare dignità e capacità
di contribuire al bene comune.
L'emergere della cosiddetta "società della conoscenza",
nella quale "la proprietà della conoscenza, della
tecnica e del sapere" (CA, n. 32) riveste un'importanza
fondamentale per la riuscita delle persone e lo sviluppo della
società, e le correlate esigenze di informazione e
formazione, da una parte, e l'orientamento della formazione
al lavoro e alla professione, dall'altra, non deve far dimenticare
il primato dell'educazione.
La Scuola deve, pertanto, assumere e svolgere con forza la
propria funzione educativa, rifuggendo da un presunto neutralismo
o dalla riduzione dell'educazione agli aspetti puramente tecnici
e funzionali, e impostando un processo educativo unitario,
ispirato al Vangelo e fondato su una antropologia, che vede
l'uomo in rapporto vitale con Dio, che lo chiama alla sua
piena realizzazione, mediante un percorso educativo e formativo
(cfr. SCTM, n. 10). Nel Centro "Don Orione" di Fano
perciò, "l'educazione e la scuola devono fornire
le attitudini e le condizioni per un'autorealizzazione permanente
della personalità umana, e dall'altra mettere le persone
in formazione in grado di fronteggiare e dominare lo sviluppo
tecnologico con l'acquisizione delle cognizioni sufficienti
per l'uso dei nuovi strumenti" (FPSI, n. 9).
Va infatti promosso:
- il massimo sviluppo possibile delle potenzialità
delle risorse umane, in tutte le loro dimensioni personali;
- la più ampia esplicazione delle competenze acquisite
in ruoli professionali e civili attivi nel sistema sociale
e produttivo per aiutare e stimolare la crescita del paese
mediante lo sviluppo e il pieno utilizzo della capacità
umane disponibili,
la diffusione di una "nuova cultura umanistica"
(Giovanni Paolo II) ispirata ai valori del Vangelo.
Perciò, le persone nel Centro di Fano saranno formate
a concepire e compiere il loro lavoro "con competenza
professionale, con onestà umana, con spirito cristiano,
come via della propria santificazione" (CL, n. 43).
Per aiutarli efficacemente a far proprie
e approfondire le motivazioni della scelta della Scuola:
· i Genitori devono essere attenti alla problematica
della maturazione personale dei figli e non solo preoccupati
ai risultati scolastici;
· i Docenti dovranno rendersi disponibili agli incontri
- personali e di gruppo - con i genitori e studenti, e si
proporranno come in équipe;
· i ruoli di partecipazione offerti dagli Organi Collegiali
devono essere responsabilmente occupati;
· più in generale, la Scuola deve favorire ogni
iniziativa atta a promuovere un legittimo protagonismo degli
studenti (associazionismo, contatti con altre scuole ...).
Metodo
Il metodo educativo è "paterno" perché
"al suo sistema, don Orione, anzitutto, vuole indicare
che i due protagonisti dell'educazione vanno considerati padre
e figlio. L'educatore, in certo modo, incarna da un lato la
paternità di Dio e, dall'altro, la funzione del padre
di famiglia; quindi l'ideale di educazione si potrà
perseguire nella misura in cui si assume un atteggiamento
paterno nei confronti dell'allievo".
Senza paternità non si può avere alcun tipo
di crescita, perché mancherebbe all'educatore la capacità
di accettare l'alunno così come è, e di conseguenza,
la generosità per impegnarsi a fondo nello sviluppare,
per quanto possibile, tutte le sue potenzialità. "Paternità
vuol dire dedizione assoluta. Ma la paternità nell'ambito
educativo non può essere disgiunta dall'autorità".
"La perfezione del governare - segnala don Orione - è
compresa in queste cinque parole: Vegliare, amara, sopportare,
perdonare e pascere. Un educatore deve coltivare le seguenti
attitudini:
1. essere nemico dei vizi e medico dei viziosi
..
2. correggere con la forza dell'esempio e la dolcezza degli
avvertimenti
..
3. ama con la più tenera carità quelli che hanno
mancato
4. mai lasciarci uscire di bocca un ordine quando la passione
è in sul caldo
.
5. quando siamo costretti a negare ciò che viene chiesto,
l'alunno capisca la pena che noi proviamo di non poter concedere
.
6. Avviciniamo i giovani unendo al dolce, alla mitezza e bontà
anche quel contegno dignitoso - ma non abitualmente severo
7. In tutto facciamo loro comprendere che vogliamo il loro
bene
."
Il metodo educativo è "Cristiano" perché
"nella scuola è necessario che sia tutto verità
ciò che si insegna; quella verità che nutre,
che non inaridisce il cuore perché non è mai
disgiunta dalla virtù e dalla carità.
Ogni vostro insegnamento, dunque, elevi le menti dei vostri
alunni a Dio".
"Vi dirò di guardarvi dal far prediche tutti i
giorni, né si dovrà trasformare la scuola in
una chiesa
.L'educatore sia lui, prima di tutto un convinto
credente
..I giovani non ragionano tanto: seguono e fanno
ciò che vedono fare".
(Progetto Educativo Orinino 1993)
Il "cammino"
Ai giovani che frequentano la Scuola, la Comunità educativa
propone un cammino di educazione che:
· parte dalle loro domande esplicite di cultura generale
e professionale e punta alla qualità dell'offerta,
nel contesto degli standard di altre istituzioni nazionali
ed europee;
· sviluppa la dimensione affettiva, sociale e politica
in vista di una graduale partecipazione e corresponsabilità
nella vita sociale e per un progresso integrale del giovane;
· promuove l'orientamento come modalità educativa
per individuare e potenziare le capacità della persona
in crescita, così che, realizzando integralmente se
stessa, si inserisca in modo creativo e critico nella società
in trasformazione;
· accompagna i giovani perché maturino solide
convinzioni e si rendano gradualmente responsabili delle loro
scelte nel delicato processo di crescita;
· guida progressivamente alla scoperta e alla consapevole
accettazione di un progetto originale di vita cristiana.
Il giovane impara così ad esprimere un modo nuovo di
essere credente nel mondo e ad organizzare la vita attorno
ad alcune scelte di valori e atteggiamenti evangelici: vive
una spiritualità.
Gli educatori si impegnano soprattutto sulle seguenti aree
o aspetti della maturazione cristiana:
· la crescita personale verso un'esperienza di vita
pienamente umana;
· l'inserimento progressivo nella comunità civile
e dei credenti;
· la professione e la vocazione nella prospettiva di
un impegno nella società.
Aree del progetto educativo
Educazione - cultura
La Scuola, come luogo di mediazione critica della cultura,
si propone l'educazione di ogni allievo, abilitandolo a personalizzare
- con discernimento critico - i valori culturali del proprio
presente attraverso un confronto ragionato col patrimonio
culturale della storia e l'apertura "creativa" verso
il futuro. Contestualmente, questo processo educativo promuove
lo sviluppo delle capacità intellettuali e delle abilità
"pratiche" dello studente, ne stimola l'individuale
e originale "creatività", contribuisce a
formarne il senso di responsabilità come esercizio
della libertà personale fondata sulla maturazione della
coscienza.
La scuola svolge e realizza questo compito attraverso l'attività
didattica e, prima ancora, attraverso lo stesso ambiente,
come luogo di educazione e di cultura, costruito sulla vicendevole
collaborazione e interazione tra allievi e insegnanti.
· L'ambiente
Vivere e lavorare insieme nella condivisione solidale delle
proposte e degli impegni.
La cordialità del rapporto interpersonale, nel rispetto
dei ruoli e dei compiti, la disciplina richiesta dalle specifiche
esigenze della scuola, la stessa cura delle attrezzature e
degli ambienti, costituiscono tanto la condizione che il risultato
di un ambiente educativo (come da regolamento delle scuole).
· L'attività didattica
La trasmissione della cultura, per realizzare autenticamente
la propria valenza educativa e promozionale, deve superare
il livello di pura informazione e favorire la riflessione
critica. A questo fine i contenuti sistematici delle varie
discipline vengono offerti come conoscenze da acquisire, verità
da scoprire, tecniche da padroneggiare, interrogativi e valori
da assimilare.
Lo studente, "provocato" al confronto tra le conoscenze
acquisite e l'esperienza concreta del proprio vissuto, sviluppa
la capacità di cogliere, discernere e personalizzare
i valori umani che le singole discipline gli offrono.
Evangelizzazione - fede
Conforme al proprio Statuto di Scuola Cattolica, il Centro
"Don Orione" di Fano si propone come ambiente di
evangelizzazione della cultura e del processo educativo, per
promuovere quella sintesi tra Vangelo e Cultura e tra Vangelo
e Professione, tra Vangelo e Vita che costituisce l'obiettivo
primario del cristianesimo per il terzo millennio. L'allievo
viene così abilitato a superare l'irrilevanza della
Fede nell'orizzonte culturale del mondo moderno, che rischia
di rendere insignificante lo stesso linguaggio religioso e
disperante la ricerca del "senso" dell'esistenza.
La testimonianza quotidiana della Comunità educativa,
che riunisce religiosi, laici e allievi nel carisma educativo
di Don Orione è la prima fondamentale risposta al compito
di educare alla fede. La Scuola tende ad armonizzare la propria
esperienza di vita cristiana a quella delle famiglie, di cui
si considera completamento e continuazione.
· L'insegnamento della religione cattolica è
fondamentale per una crescita educativa integrale.
E' offerto a tutti gli studenti, come comprensione e acquisizione
culturale della tradizione cristiana "anima" della
civiltà europea, ma anche come confronto, ricerca,
integrazione della fede personale in Gesù Cristo.
· Le esperienze di fede nella Comunità Educativa
La nostra Comunità Educativa è particolarmente
sensibile alla centralità dell'Eucarestia in forza
dell'insegnamento di Don Orione.
In questo spirito la Scuola offre opportuni spazi di preghiera,
di riflessione, di 'incontri spirituali', di celebrazioni
liturgiche cui ogni giovane è invitato in piena libertà
e responsabilità, per maturare e testimoniare la propria
risposta di fede.
Educazione - socialità
Il processo educativo della Scuola intende pertanto abilitare
la persona a prendere coscienza, con responsabile impegno,
del proprio essere-per-gli-altri, tanto nella comunità
civile che nella comunità ecclesiale. Si realizza così
quanto, con semplicità, Don Orione propone ai suoi
giovani: essere onesti cittadini e buoni cristiani.
· Il gruppo come esperienza di socializzazione.
La classe è la prima, fondamentale esperienza di gruppo,
dove la proposta educativa è personalizzata e condivisa,
ed ogni studente impara a "superarsi" per confrontarsi
nella accoglienza e collaborazione interpersonale.
La Scuola, inoltre, per approfondire questa fondamentale esperienza
di socializzazione e per favorire altre opportunità,
intende offrire la possibilità di una grande varietà
di gruppi di interessi e di impegno, dilatando il tempo dell'incontro
educativo con gli studenti.
· Il Movimento Giovanile
Nella nostra Scuola si dovrebbe promuovere la formazione di
un movimento giovanile (MG). Esso rappresenterebbe una ricchezza
che appartiene alla Chiesa, ai giovani e al territorio.
Il MG dovrebbe essere una realtà aperta, a cerchi concentrici,
che unisce molti giovani: dai più lontani, per i quali
la spiritualità è un riferimento appena percepito
attraverso un ambiente in cui si sentono accolti, a quelli
che in modo consapevole ed esplicito fanno propria la proposta
educativa. Questi ultimi costituirebbero il "nucleo animatore"
di tutto il movimento.
Educazione - orientamento
Il processo educativo "riuscito" realizza la costruzione
dell'identità personale e sociale del soggetto in un
adeguato progetto di vita. Tale progetto si esplicita come
"compito" aperto alla realtà comunitaria
nella quale ogni giovane avverte la responsabilità
di inserirsi con l'apporto delle proprie attitudini e abilità
che ha sviluppato e maturato.
La scelta della professione e del conseguente impegno sociale
come la scoperta del proprio progetto di vita nella comunità
ecclesiale costituisce il punto d'arrivo dell'itinerario formativo
della Scuola.
La comunità educativa
La Comunità soggetto di educazione
La struttura comunitaria è essenziale al processo educativo.
Ciò consentirà un coinvolgimento di tutte le
componenti: giovani, genitori e docenti in un "clima"
di corresponsabilità e di famiglia.
In tal modo la Comunità educativa che, in quanto realtà
dinamica deve essere costruita giorno per giorno,
· promuove una comune sensibilità ai valori
che stanno alla base dell'azione educativa e la caratterizzano
come cristiana;
· con contributi diversificati ma convergenti permette
di realizzare più pienamente gli obiettivi di una educazione
integrale, associando in un'unica esperienza dinamica - "patto
educativo" - educatori e giovani e valorizzando la ricchezza
e l'originalità dei doni di ciascuno.
La Comunità educativa si propone come:
· soggetto dell'educazione, in quanto promuove relazioni
interpersonali nonché esperienze associative, come
"luogo" indispensabile alla crescita personale e
sociale;
· soggetto ecclesiale, poiché in essa la Chiesa
realizza - anche se non in modo esclusivo - la dimensione
educativa e culturale della propria esperienza di fede, nella
varietà delle presenze, delle vocazioni e dei ministeri;
· soggetto civile, al cui interno il giovane matura
la sua personalità e, in solidale collaborazione con
gli altri, apprende e incomincia ad assolvere il dovere di
sviluppare secondo le proprie possibilità un'attività
o una funzione che contribuisce al progresso e al bene comune
della società e dello Stato;
· modello di conduzione educativa conforme allo spirito
di famiglia, proprio del carisma orionino, capace di rispondere
alle esigenze partecipative dei giovani e alle attuali trasformazioni
culturali e istituzionali della società.
Presupposti e compiti della Comunità
educativa
Per costruire una autentica Comunità educativa occorre
che:
· si espliciti e si rinnovi il patto educativo, che
fonda e unisce tutte le componenti attraverso un vincolo comune
di fiducia e di intenzioni volte alla realizzazione del Progetto
educativo e all'accoglienza delle persone;
· tutte le componenti interessate partecipino al processo
educativo e formativo secondo il proprio ruolo, responsabilità,
competenze;
· si possieda un nucleo comune di valori espresso attraverso
il progetto educativo locale;
· si adotti la logica dell'animazione;
· vengano coordinati i rapporti, le competenze, i ruoli
e gli interventi per mezzo di una normativa;
· si elabori un itinerario di crescita, attraverso
il quale delineare le aree e le tappe del percorso educativo
comunitario;
Per questo la Comunità educativa deve:
· condividere le esigenze educative pastorali della
comunità religiosa, portatrice del carisma;
· coordinare il proprio lavoro con le altre forze ecclesiali;
· collaborare con istituzioni civili e partecipare
alle iniziative presenti nel territorio.
· Promuovere la formazione continua del personale docente
e non docente al progetto educativo.
I giovani
Cuore della Comunità educativa sono i giovani, non
tanto come "oggetto" delle attenzioni e delle preoccupazioni
degli educatori, quanto come "soggetto" protagonista
delle scelte, e quindi veri protagonisti del cammino culturale
e formativo proposto del nostro Centro.
I giovani presentano molteplici aspetti che rendono problematico
ma anche entusiasmante l'itinerario educativo:
· una certa insicurezza sulle proprie possibilità
e sul proprio futuro. Di qui il disorientamento e l'incertezza
nelle proprie scelte e il bisogno di "provare",
lasciando sempre aperta una via d'uscita;
· una propensione a criticare tutti e tutto, salvo
poi a ritirarsi nel "privato";
· una più o meno accentuata riluttanza all'impegno
continuato;
· una più o meno ostentata sfiducia verso il
mondo degli adulti, di cui sono pronti a contestare ambiguità
e incongruenze, pur accettandone i vantaggi;
· una "dipendenza" dalle mode culturali e
una adesione acritica alla mentalità consumistica.
Tuttavia i giovani portano nella Comunità
una ricchezza straordinaria con le loro intuizioni e con la
loro capacità di guardare i problemi con occhi nuovi,
con il loro ottimismo ed entusiasmo, con lo spirito di intraprendenza.
Dimostrano, nonostante e attraverso le loro "crisi",
grandi capacità di ripresa, sempre disposti a ritentare...
Anche nei loro atteggiamenti polemici, si rivelano in realtà
disponibili al confronto e alla ricerca, con spiccata propensione
alla comunicazione personale e al dialogo.
Sono particolarmente aperti alle varie dimensioni dell'amicizia
personale, anche verso gli educatori che ne sappiano conquistare
la fiducia.
Apprezzano l'autenticità e la coerenza degli atteggiamenti.
Si rivelano, generalmente, sensibili ai valori cristiani,
ma spesso, scoraggiati di fronte alle difficoltà di
una vita coerente con la scelta di fede, preferiscono abbandonarla
prima di accettare un cammino. Questo "abbandono"
si verifica soprattutto quando non siano inseriti in un ambiente
"ecclesiale", capace di sostenere il confronto con
la cultura dominante.
Come "cuore" della Comunità
educativa, i giovani sono impegnati a:
· rendere gradualmente più autentiche le motivazioni
di scelta della scuola;
· essere disponibili a collaborare criticamente all'elaborazione,
realizzazione, verifica del progetto educativo;
· assumere in modo personale e critico i valori culturali,
acquisiti nell'itinerario educativo;
· offrire alla Comunità educativa il contributo
della propria sensibilità di ricerca, di creatività
e di futuro, lanciandosi anche nella conoscenza più
approfondita dei nuovi linguaggi, in primo luogo del linguaggio
multimediale;
· acquisire la capacità di attenzione agli altri,
di collaborazione costruttiva e di comunicazione autentica;
· partecipare attivamente a gruppi di interesse "elettivo"
(sportivo, culturale, turistico, missionario), dando il proprio
contributo di creatività e fantasia.
Docenti
Gli educatori sono persone disponibili a stare con i giovani,
capaci di farsi carico dei loro problemi: "Maestri in
cattedra e fratelli in cortile".
I docenti sono inseriti a pieno titolo nell'impegno educativo
pastorale, secondo l'identità e il progetto educativo
e la loro competenza professionale.
La professionalità educativa dei docenti valorizza
la relazione interpersonale e si connota per una fondamentale
dimensione etica, intesa come testimonianza personale.
I docenti:
· fanno parte della comunità educativa impegnandosi
nella scelta personale alla realizzazione del Progetto educativo.
Tale scelta è espressione di una decisione attenta
e ponderata, che esige equilibrio, serietà e stile
di vita coerenti con l'impegno educativo, partecipazione attiva
a tutte le attività didattiche;
· esercitano la libertà di insegnamento soprattutto
nell'elaborazione educativa e didattica della cultura e nella
programmazione, attivazione e valutazione di processi di insegnamento
e di apprendimento organici e sistematici;
· si aggiornano costantemente per rispondere con intelligenza
e competenza all'evoluzione della cultura e della società.
I docenti portano la loro esperienza di vita
cristiana laicale e la esprimono culturalmente in scelte di
vita e nelle attività operative all'interno ed all'esterno
della Scuola.
Il loro inserimento riafferma l'originalità del modello
comunitario di educazione e contribuisce a caratterizzare
la Scuola come espressione della missione educativa della
Chiesa in ordine alla sintesi tra fede e cultura.
La stabilità della loro presenza risulta fondamentale
per la continuità didattica e per una programmazione
educativamente efficace.
Genitori
Il progetto educativo sviluppa uno stile familiare nelle relazioni:
pone al centro del sistema educativo la famiglia come soggetto
titolare della formazione ed educazione dei figli.
I genitori sono parte integrante della Comunità educativa
del Centro, e pertanto:
· sono chiamati a rendere autentiche le motivazioni
in base alle quali operano la scelta del Centro, partecipando
al progetto educativo, che deve costituire terreno di dialogo,
di confronto e di collaborazione;
· dialogano con gli educatori per una crescita reciproca
nella competenza educativa;
· partecipano, personalmente e attraverso gli organi
collegiali, alla vita della Scuola nei momenti di programmazione,
di revisione educativa e di impegno nelle attività
di tempo libero;
· offrono volontariamente il loro apporto professionale
alla Comunità educativa e la arricchiscono con modalità
proprie.
La Comunità religiosa
La Comunità offre la testimonianza della scelta radicale
delle beatitudini evangeliche attraverso la professione dei
voti religiosi che impegna il religioso a dedicare intelligenza,
energie, creatività e vita al servizio della Chiesa.
Nello spirito di Don Orione, i religiosi formano con i giovani
e con tutte le componenti della Comunità educativa,
una "famiglia", dove gli interessi e le esperienze
dei giovani sono posti a fondamento dell'azione educativa.
Ruoli e Responsabilità
La Direzione Generale dell'ENTE NAZIONALE
DON ORIONE
Il Direttore dell'Ente è il primo responsabile e animatore
della Comunità educativa, e quindi del Centro Scolastico.
Ne è civilmente il RAPPRESENTANTE LEGALE.
In quanto Capo Istituto:
· contribuisce alla promozione del carisma del Fondatore
nei riguardi della comunità ecclesiale e della società
civile, con il compito di mantenere vivo lo spirito e lo stile
educativo di Don Orione nella Comunità educativa;
· è il primo garante e responsabile dell'attuazione
del progetto educativo d'istituto (PEI);
· promuove l'accordo, la collaborazione e la corresponsabilità
tra le varie componenti della comunità stessa;
· è responsabile del sistema qualità
del Centro e definisce una politica per la qualità;
· è il responsabile della elaborazione dei piani
corsali da attivare presso il Centro;
· è il responsabile del personale docente e
non docente: conferisce incarichi. Assume i docenti assegnando
loro - d'intesa con i Dirigenti scolastici - l'orario di cattedra;
· attiva e coordina la formazione dei docenti e non
docenti, dei genitori e degli allievi;
· nomina i coordinatori di settore, i docenti e le
commissioni di lavoro;
· accetta e dimette gli alunni ed a lui compete la
composizione di ogni singola classe, nonché le eventuali
varianti;
· ha facoltà di partecipare ai Collegi docenti,
Assemblee e ai Consigli di Classe;
· è responsabile dei rapporti con l'amministrazione
scolastica nelle sue articolazioni centrali o periferiche;
· Presiede il Consiglio di Istituto.
Il Dirigente scolastico del C.F.P. e dell'I.T.I.
I compiti del Dirigente scolastico vengono adempiuti in sintonia
di intenti e di collaborazione con tutte le componenti della
Comunità educativa, in primo luogo con il Direttore.
E' suo compito:
· l'animazione della comunità scolastica in
rapporto alla attuazione e verifica del Piano di offerta formativo
(POF);
· la promozione di una prassi partecipativa comunitaria
all'interno della Scuola;
· la programmazione educativo-didattica collegiale
con attenzione all'impegno professionale e all'aggiornamento
dei docenti;
· la presenza attenta e propositiva nella società
civile per cogliere tendenze, problemi, possibilità
di sviluppo;
· la predisposizione delle norme didattiche generali
per lo sviluppo dei programmi e dei progetti;
· la vigilanza sul lavoro dei docenti, sull'ufficio
di segreteria e sull'intero andamento disciplinare;
· l'organizzazione dei Consigli di classe, nonché
dei corsi di sostegno e di recupero;
· la comunicazione tra Scuola e famiglia e l'orientamento
scolastico degli allievi, d'intesa col Direttore;
· A lui fa diretto riferimento la segreteria didattica.
Inoltre in particolare:
a) presiedono il collegio docenti e i consigli di classe;
b) curano l'esecuzione delle deliberazioni prese dai predetti
organi collegiali (collegio docenti e consigli di classe);
c) promuovono e coordinano insieme con il collegio docenti
le attività didattiche, di sperimentazione e di aggiornamento
nell'ambito dell'istituto;
d) coordinano il calendario del collegio docenti e dei consigli
di classe;
e) curano i rapporti con gli specialisti che operano sul piano
medico e socio-psico-pedagogico;
f) curano l'attività di esecuzione delle norme giuridiche
e amministrative riguardanti gli alunni e i docenti, ivi compresi
la vigilanza sull'adempimento dell'obbligo scolastico, l'ammissione
degli alunni, il rilascio dei certificati, il rispetto dell'orario
e del calendario, la disciplina delle assenze, la concessione
dei congedi e delle aspettative.
Coordinatore didattico
Il Coordinatore ha il compito di:
· coordinare l'équipe di docenti favorendo la
collaborazione e la partecipazione;
· organizzare e coordinare i processi formativi
· proporre innovazioni e trasformazioni ed innovazioni
metodologiche e organizzative;
· collabora alla gestione delle relazioni con il territorio
al fine di identificare gli elementi di innovazione presenti
nei processi produttivi e adeguare ad essi gli itinerari formativi.
In particolare:
a) svolge funzioni di coordinamento del corpo docente nelle
attività di programmazione delle attività didattiche
e di verifica dei risultati;
b) definisce la progettazione di dettaglio e compilazione
della relativa documentazione;
c) svolge attività di coordinamento nell'area di orientamento
professionale;
d) svolge attività di controllo nell'erogazione del
servizio con la compilazione e conservazione della modulistica
prevista per i singoli corsi;
e) stende il piano delle verifiche e controlli e raccoglie
i risultati di prove e collaudi;
f) provvede alla esecuzione delle prove di gradimento dei
corsi e dei docenti;
g) è responsabile dei materiali didattici in uso ai
corsi.
Responsabile Amministrativo
Il Responsabile Amministrativo, in dipendenza dal Direttore,
è responsabile di tutti gli aspetti amministrativi
e fiscali della gestione dell'Opera e dell'attività
scolastica e formativa. Nell'esercizio della sua funzione
si rende sensibile all'impegno educativo della Scuola.
A lui fa diretto riferimento il personale di segreteria.
In particolare:
a) gestisce complessivamente a livello amministrativo la contabilità
e IVA e è responsabile del controllo e supervisione
degli atti contabili di bilancio e patrimoniali della struttura
operativa, anche con utilizzo di software applicativo adeguato;
b) è responsabile della rendicontazione della struttura
operativa;
c) predispone ed aggiorna gli inventari generali del Centro;
d) coordina il personale dell'area amministrativa.
Animatore o tutor
Il Tutor è nell'ambito del proprio settore il responsabile
della educazione e alla educazione alla fede dei giovani,
in stretta collaborazione con il Direttore. In particolare:
· anima i momenti spirituali e le giornate di riflessione;
· è disponibile per l'ascolto dei giovani con
una particolare attenzione ai giovani in difficoltà;
· collabora all'associazionismo soprattutto per quanto
riguarda i gruppi di impegno ecclesiale;
· si mantiene in stretto contatto con le famiglie per
i problemi educativi dei giovani;
· sensibilizza il Collegio Docenti e i Consigli di
classe alla dimensione formativa, particolarmente in ordine
agli "itinerari educativi".
Il personale docente
La funzione del docente è intesa come essenziale quale
contributo alla formazione umana e professionale d'intesa
con il progetto educativo d'istituto. I docenti:
a) curano il proprio aggiornamento culturale e professionale,
anche nel quadro delle iniziative promosse dai competenti
organi;
b) partecipano alle riunioni degli organi collegiali di cui
fanno parte;
c) partecipano alla realizzazione delle iniziative educative
della scuola, deliberate dai competenti organi;
d) curano i rapporti con i genitori degli alunni delle rispettive
classi;
e) partecipano ai lavori delle commissioni di esami e dei
concorsi di cui siano stati nominati componenti.
I rappresentanti di classe degli studenti
Sono gli studenti eletti dai propri compagni di classe:
· promuovono e coordinano le assemblee di classe;
· rappresentano la classe stessa nelle strutture di
partecipazione.
I rappresentanti di classe dei genitori
Sono i Genitori eletti dalle assemblee di ogni singola classe:
· promuovono e coordinano le assemblee di classe;
· rappresentano la classe stessa nelle strutture di
partecipazione.
Strutture di partecipazione
Le strutture di partecipazione sono istituite per realizzare
una sempre maggiore corresponsabilità e collaborazione
fra docenti, studenti, genitori alla gestione della Scuola,
al fine di favorire la Comunità educativa, che interagisca
con la più vasta comunità sociale.
Il Consiglio di Istituto Unico
Le finalità e le funzioni del Consiglio di Istituto
riguardano coordinamento generale e la verifica delle attività
della Scuola in ordine al Progetto educativo e alle soli questioni
didattiche fatte salve le competenze del Collegio dei docenti
e dei Consigli di classe. Esso non entra nel merito dellee
competenze amministrative che spettano al Consiglio Direttivo
dell'ENTE NAZIONALE DON ORIONE. Esso riunisce le componenti
dei due ordini di scuole: il Centro di Formazione Professionale
e l'Istituto Tecnico Industriale.
Componenti del Consiglio
Il Consiglio di Istituto è presieduto dal Direttore
che, nella sua qualità di "centro della Comunità",
è il primo responsabile - e il garante - di un indirizzo
educativo caratterizzato non già da un pluralismo di
opzioni, ma dallo spirito e dallo stile di Don Orione, cui
famiglie e giovani intendono aderire nello scegliere la Scuola.
Il Consiglio di Istituto è composto da 14 componenti:
3 rappresentanti tra i genitori degli alunni del C.F.P. e
dell'I.T.I., 3 alunni tra i frequentanti del C.F.P. e dell'I.T.I.,
4 rappresentanti del personale docente: due del C.F.P. e due
dell'I.T.I., 1 del personale non docente, i Dirigenti scolastici
del CFP e ITI o loro delegati, il Direttore dell'Ente.
Gli alunni non hanno diritto di voto deliberativo sulle materie
di cui al primo e al secondo comma, lettera b), dell'art.
6 D.P.R. n. 416 del 31 maggio 1974.
I rappresentanti del personale insegnante sono eletti dal
collegio dei docenti nel proprio seno; quelli del personale
non insegnante dal corrispondente personale in servizio nell'Istituto;
quelli dei genitori degli alunni sono eletti dai genitori
stessi o da chi ne fa legalmente le veci; quelli degli studenti
dagli studenti.
Il Vicepresidente è di regola un Rappresentante dei
Genitori.
Il Consiglio d'Istituto durano in carica per due anni scolastici.
Coloro che nel triennio perdono i requisiti per essere eletti
in consiglio vengono sostituiti dai primi dei non eletti nelle
rispettive liste.
La rappresentanza studentesca viene rinnovata annualmente.
Le funzioni di segretario del Consiglio vengono attribuite
dal Presidente ad uno dei membri il Consiglio stesso.
Compiti del Consiglio
Il Consiglio, fatte salve le competenze del Collegio docenti
e dei consigli di Calsse, ha potere deliberante per quanto
concerne l'organizzazione e la programmazione della vita e
dell'attività della scuola:
a) adozione del regolamento interno per l'utilizzo di tutte
le attrezzature didattiche, culturali, sportive, la vigilanza
sugli alunni durante la permanenza nella scuola e durante
l'uscita della medesima;
b) propone al Consiglio Direttivo dell'Ente l'acquisto, rinnovo
e conservazione delle attrezzature tecnico - scientifiche
e dei sussidi didattici, compresi quelli audio - televisivi
e le dotazioni librarie, acquisto dei materiali di consumo
occorrenti per le esercitazioni;
c) adattamento del calendario scolastico alle specifiche esigenze
ambientali;
d) criteri per la programmazione e l'attuazione delle attività
parascolastiche, interscolastiche, extrascolastiche, con particolare
riguardo ai corsi di recupero e di sostegno alle libere attività
complementari, alle visite guidate e ai viaggi di istruzione;
e) promozione di contatti con altre scuole o istituti al fine
di realizzare scambi di informazioni e di esperienze e di
intraprendere eventuali iniziative di collaborazione;
f) partecipazione dell'Istituto ad attività culturali,
sportive e ricreative di particolare interesse educativo;
g) forme e modalità per lo svolgimento di iniziative
assistenziali che possono essere assunte dall'Istituto;
Il Consiglio d'Istituto indica, altresì, i criteri
generali relativi alla formazione delle classi, all'adattamento
dell'orario delle lezioni e delle altre attività scolastiche
alle condizioni ambientali e al coordinamento organizzativo
dei consigli di classe; esprime parere sull'andamento didattico
dell'Istituto.
Il Collegio Docenti
È composto da tutto il personale docente della Scuola
ed è convocato e presieduto dal Dirigente Scolastico.
Partecipa quale membro di diritto il Direttore dell'Ente.
Al Collegio dei docenti compete la programmazione degli orientamenti
educativi e didattici nei loro momenti di proposta, discussione,
decisione e verifica.
In particolare:
a) ha potere deliberante in materia di funzionamento didattico
dell'istituto. In particolare cura la programmazione dell'azione
educativa anche al fine di adeguare i programmi di insegnamento
alle specifiche esigenze ambientali e di favorire il coordinamento
interdisciplinare. Esso esercita tale potere nel rispetto
della libertà di insegnamento garantita a ciascun insegnante;
b) formula proposte per la formazione e la composizione delle
classi e per la formulazione dell'orario delle lezioni e per
lo svolgimento delle altre attività scolastiche, tenuto
conto dei criteri generali indicati dal Consiglio d'istituto;
c) valuta periodicamente l'andamento complessivo dell'azione
didattica per verificarne l'efficacia in rapporto agli orientamenti
e agli obiettivi programmati, proponendo, ove necessario,
opportune misure per il miglioramento dell'attività
scolastica;
d) provvede l'adozione dei libri di testo, sentiti i consigli
di classe e, nei limiti della disponibilità finanziarie
indicate dal Responsabile Amministrativo, alla scelta dei
sussidi didattici;
e) adotta e promuove iniziative di sperimentazione didattica,
ricerca educativa, aggiornamento culturale e professionale;
f) promuove iniziative di aggiornamento dei docenti di Istituto;
g) elegge le figure obiettivo;
h) elegge i suoi rappresentanti nel Consiglio di Istituto;
i) esamina, allo scopo di individuare i mezzi per ogni possibile
recupero, i casi di scarso profitto o di irregolare comportamento
degli alunni, su iniziativa dei docenti della rispettiva classe
e sentiti gli specialisti che operano nella scuola con compiti
medico-socio-psico-pedagogico e di orientamento.
Nell'adottare le proprie deliberazioni il collegio dei docenti
tiene conto delle eventuali proposte o pareri dei consigli
di classe.
Il Collegio docenti si insedia all'inizio di ciascun anno
formativo e si riunisce ogni qualvolta il Dirigente scolastico
ne ravvisi la necessità oppure quando almeno un terzo
dei suoi componenti ne faccia richiesta; comunque, almeno
una volta per ogni trimestre o quadrimestre.
Le riunioni del collegio docente hanno luogo durante l'orario
di servizio in ore non coincidenti con l'orario di lezione.
Le funzioni di segretario del collegio sono attribuite dal
Coordinatore didattico ad uno dei Docenti del Collegio stesso.
Il Consiglio di Classe
È composto da tutti gli insegnanti di ogni singola
classe, ed è convocato e presieduto dal Dirigente scolastico
o dal Coordinatore didattico.
Ha facoltà di partecipare il Direttore dell'Ente.
Fanno parte altresì del consiglio di classe due rappresentanti
dei genitori e due rappresentanti degli allievi.
I consigli di classe sono presieduti dal Dirigente o dal Coordinatore
didattico oppure da un docente, membro del consiglio, loro
delegato; si riunisce in orari non coincidenti con l'orario
delle lezioni, col compito di formulare al collegio docenti
proposte in ordine all'azione didattica, e ad iniziative di
sperimentazione e con quello di agevolare ed estendere i rapporti
reciproci tra docenti, genitori ed alunni.
Le competenze relative ai rapporti interdisciplinari spettano
al consiglio di classe con la sola presenza dei docenti. Le
competenze relative alla valutazione periodica e finale degli
alunni spettano al consiglio di classe con la sola presenza
dei docenti.
Le funzioni di segretario del consiglio sono attribuite a
uno dei docenti membro del consiglio stesso.
In particolare il Consiglio di Classe:
a) rileva i livelli di partenza degli allievi;
b) definisce gli obiettivi annuali intermedi;
c) individua i moduli e unità interdisciplinari
d) individua gli strumenti di verifica e di misurazione formativa,
informativa, sommativi;
e) verifica i processi formativi attuati;
f) formula gli eventuali correttivi per il potenziamento,
il sostegno, il recupero;
g) valuta gli alunni;
h) propone attività para - inter - extra curriculari;
i) propone iniziative di sperimentazione;
j) propone l'adozione dei libri di testo.
L'Assemblea di Classe dei Genitori
È la riunione di tutti i genitori degli studenti di
una classe o dell'istituto.
È convocata dai Rappresentanti di classe o dal Direttore
dell'Ente, d'intesa con i Dirigenti Scolastici.
La finalità dell'Assemblea di classe dei genitori è
di proporre iniziative in ordine all'attività educativo-didattica
e di agevolare ed estendere i rapporti reciproci tra docenti
e genitori.
Nel caso siano i rappresentanti dei genitori a convocare l'assemblea
di classe o d'istituto è necessaria l'autorizzazione
del Direttore dell'Ente.
L'Assemblea degli Allievi
È composta da tutti gli allievi di una singola classe
e convocata, previa approvazione dell'ordine del giorno, da
parte del Direttore dell'Ente d'intesa con il Dirigente scolastico.
In essa i rappresentanti degli studenti si fanno interpreti
dei vari problemi. Di norma vi partecipa il Coordinatore Didattico
o un insegnante, delegato dal Dirigente scolastico, per contribuire
all'efficacia educativa ed operativa della assemblea.
Gli studenti hanno diritto di riunirsi in assemblea nei locali
della scuola. Ciò rappresenta occasione per gli allievi
di partecipazione democratica per l'approfondimento dei problemi
della scuola e della società in funzione della formazione
culturale e civile degli studenti.
Le assemblee possono essere di classe o di istituto.
Le assemblee di classe possono tenersi ogni mese per la durata
di un ora.
Le assemblee di istituto ogni due mesi per la durata di due
ore.
Non è consentito ottenere una assemblea di classe nella
stessa settimana dell'assemblea di istituto.
Alle assemblee di istituto può essere richiesta la
partecipazione di esperti di problemi sociali, culturali,
artistici e scientifici, indicati dagli studenti unitamente
agli argomenti da inserire nell'ordine del giorno. Detta partecipazione
deve essere autorizzata dal Consiglio di Istituto.
Non possono aver luogo assemblee nel mese conclusivo delle
lezioni.
Formazione
Con la formazione degli educatori la Comunità educativa
di Fano progetta il proprio futuro. L'attivazione di un modello
comunitario di vita e di educazione comporta che tutti i membri
della Comunità educativa siano inseriti in un processo
di crescita integrale e permanente. Di qui l'opportunità
di un piano di formazione per tutte le componenti della comunità
stessa, diversificato secondo la vocazione, la qualificazione
e attività professionale e i ruoli di ciascuno.
Tappe della formazione
La formazione dei docenti e dei formatori richiede l'acquisizione
di alcune conoscenze e capacità e deve prevedere precise
tappe formative.
· Formazione iniziale: a chi entra per la prima volta
nella Scuola vengono offerti dei supporti contenutistici e
metodologici nello spirito del Progetto educativo.
· Formazione permanente: l'aggiornamento costante come
autoaggiornamento e come frequenza a corsi organizzati è
ritenuto una condizione necessaria per lo svolgimento adeguato
del proprio compito educativo e didattico.
Elementi comuni della formazione dei docenti
Tra i punti essenziali della formazione degli educatori si
possono evidenziare:
· condivisione del Progetto educativo e collaborazione
alla sua realizzazione pratica in tutto l'itinerario didattico
formativo;
· sensibilità e abilità nell'impegno
educativo di "prevenzione" come stile professionale
per aiutare a superare il disagio giovanile;
· capacità di seguire personalmente e in gruppo
i giovani, con particolare attenzione a quelli che manifestano
maggiore sensibilità a proposte culturali e di fede;
· consapevolezza di partecipare, con la propria attività
professionale, alla missione educativa della Chiesa;
· capacità di discernimento nel "leggere"
domande e attese dei giovani e delle famiglie;
· capacità di collaborare con i genitori nel
processo di crescita globale degli allievi;
· capacità di attivazione dei processi tecnici
e didattici secondo le scelte del progetto, con competenza
nelle problematiche interreligiose e interculturali;
· competenza nell'uso dei mezzi e dei linguaggi della
comunicazione sociale;
· capacità di animare la classe;
· conoscenza delle processualità dei fenomeni
relativi all'apprendimento umano, riferito in particolare
alle fasi dell'età evolutiva;
· competenza e pratica di valutazione e di verifica
a tutti i livelli.
· capacità di dialogo, e di saggia disponibilità;
· capacità di tradurre la propria esperienza
di vita in elaborazione meditata di cultura, e di farla interagire
con i contenuti delle varie discipline.
La formazione dei coordinatori
Gli educatori che svolgono un ruolo di coordinazione nella
Comunità educativa si caratterizzano per:
· capacità di organizzazione: distribuzione
dei compiti nella programmazione, progettazione di interventi
mirati, attivazione di processi di orientamento, attivazione
di recuperi e di riqualificazione, controllo della coerenza
tra processo didattico e progetto educativo, verifica della
ricaduta sociale del processo formativo, programmazione e
valutazione degli itinerari del progetto educativo;
· capacità di programmare per obiettivi interdisciplinari,
di concretizzare itinerari a livello educativo e didattico
convergenti, ai fini della formazione globale dei giovani;
· capacità di seguire individualmente gli alunni
nel cammino di crescita integrale, e di coordinare i vari
interventi educativi e didattici;
· capacità di dialogo con i genitori degli allievi
ai fini della collaborazione tra scuola e famiglia;
· capacità di promuovere la dialettica tra il
momento culturale formativo propriamente detto e lo sviluppo
delle varie dimensioni dell'educazione;
· capacità di proporre e predisporre esperienze
religiose e celebrazioni di fede per l'intera comunità
scolastica e formativa e per gruppi particolari.
La formazione dei genitori
La scuola dei genitori si propone di far sempre meglio emergere
in essi la capacità:
· di collaborare con le varie componenti della comunità
educativa della scuola;
· di crescere insieme con i figli, e di sensibilizzarsi
all'esperienza di un'educazione permanente;
· di "trasferire" la propria esperienza coniugale,
educativa e professionale nella comunità scolastica;
· di animare la comunità scolastica con lo spirito
di famiglia, carisma tipico della loro vocazione matrimoniale
e cuore del Sistema preventivo;
· di vivere la dimensione ecclesiale e missionaria
della loro esperienza familiare ed educativa in "sintonia"
col carisma di Don Orione.
ABBREVIAZIONI e RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
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CG = Capitolo Generale.
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